Plastics Rehab > se odiate la plastica, guardate questo video

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Kim Ragaert, ingegnere dei polimeri e docente dell’Università di Gand (Belgio), ha realizzato un video, che si è diffuso molto rapidamente, in cui spiega con esempi pratici perché non dovremmo odiare la plastica.
Guardando le immagini di oceani inquinati e specie marine in pericolo, siamo portati infatti ad individuare nella plastica il nemico, a cui attribuiamo la responsabilità del disastro ambientale a cui assistiamo, per il semplice fatto che si tratta del rifiuto più visibile. Eppure, come spiega la professoressa Ragaert, la plastica è un’importantissima risorsa ed è ben lontana dall’essere il materiale più inquinante.

Se confrontiamo un sacchetto di plastica con un sacchetto di carta, per trasportare lo stesso peso, è necessario utilizzare 20 grammi di plastica vergine contro 50 grammi di carta riciclata. Poiché la carta richiede molta più energia, acqua, terra e alberi per la sua produzione e il riciclaggio, sarebbe necessario riutilizzare il sacchetto di carta 4 volte per compensare l’impatto ambientale generato nella sua produzione, il che è praticamente impossibile a causa della sua fragilità. E, nel caso in cui la borsa fosse fatta di cotone, il risarcimento dell’impatto ambientale generato nella sua fabbricazione non sarebbe stato raggiunto fino a quando non fosse stato usato 173 volte a causa dell’uso intensivo in acqua e suolo che viene prodotto nella coltivazione del cotone. Ecco perché l’opzione migliore è la busta di plastica riutilizzabile che, con 20 utilizzi, consente di generare benefici ambientali positivi.

Gli studi dimostrano che l’80% dei rifiuti abbandonati provengono da noi consumatori, ma la colpa viene data ai rifiuti di plastica. “Quando qualcuno lascia un’auto abbandonata in mezzo alla strada, diamo la colpa alla macchina? Vietiamo le auto? La colpa è di chi abbandona la macchina”, afferma Ragaert, concludendo: “Se ci concentriamo sul divieto delle materie plastiche, gli effetti ambientali saranno devastanti perché per produrre prodotti che soddisfano le stesse funzionalità la quantità di materiale, energia consumata e CO2 emessa raddoppierà o addirittura triplicherà”.

 

 

Last modified: 19 giugno 2019

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