Le barbabietole da zucchero diventano plastica biodegradabile

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Un brevetto tutto italiano ricava dalla fermentazione batterica degli scarti delle barbabietole da zucchero una bioplastica che ha ottenuto la certificazione “Ok biodegradable water” dalla società belga Vinçotte, che garantisce la sostenibilità ambientale, grazie al suo completo scioglimento in acqua a temperatura ambiente.

ll biopolimero polyhydroxyalkanoato, abbreviato Phas, si ottiene per fermentazione batterica e non da oli o amido di cereali, come la maggior parte dei biopolimeri oggi in commercio. Immersi per dieci giorni in normale acqua di fiume o di mare, questi materiali si dissolvono senza lasciare residui.
Questo tipo di plastica può essere impiegato per creare materiali termoplastici che possono sostituire derivati del petrolio come PET e PVC con cui si producono bottiglie, imballaggi alimentari, componentistica auto, arredamento, componenti elettronici e molto altro.

Con un investimento da 55 milioni e la riapertura del terzo zuccherificio italiano oggi in funzione, quello di San Quirico (Parma), si punta a produrre fino a 50.000 tonnellate di prodotto agricolo da convertire in plastica ecologica, con lo scopo di trasformare l’impianto nella prima bioraffineria al mondo per la produzione di plastica biodegradabile da glicerolo. La fase operativa dovrebbe essere avviata entro i prossimi ventiquattro mesi e prevede una potenzialità produttiva iniziale di 5.000 tonnellate all’anno.

Last modified: 2 maggio 2018

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